Ciao, siamo felici di ospitarti alle Industrie Fluviali.
Siamo all’interno di un luogo unico nel suo genere, uno spazio ibrido e multiforme che promuove un modello innovativo per la generazione di impatti positivi sul territorio.
Ci troviamo a Roma, in via del Porto Fluviale 35. La città, come noto, è sorta sulla sponda sinistra del Tevere, la stessa sulla quale si sviluppa questo quartiere. E proprio la prossimità col bacino del Tevere, situato a pochi metri da qui, ha ispirato la nascita di questi spazi, strettamente connessi alla storia e all’essenza del fiume.
Le Industrie Fluviali, infatti, si caratterizzano sin dal nome come una realtà profondamente inserita nel contesto territoriale, le cui architetture e le progettualità hanno profondi legami con la storia del quartiere Ostiense.
Possiamo definirle come un community hub, progettato e gestito da una onlus: la cooperativa sociale Pingo. Tutti i servizi delle Industrie Fluviali, dal coworking all’eventistica, generano profitti che vengono interamente reinvestiti nel miglioramento della struttura, nella formazione del personale, in progetti di utilità sociale e di produzione culturale, in centinaia di eventi accessibili gratuitamente.
In questo momento, siamo alla fine del corridoio d’ingresso.
All’esterno, l’edificio si presenta come un condominio. La facciata su via del Porto Fluviale, con le numerose finestre, corrisponde alla palazzina con gli alloggi che ospitavano le operaie.
Potete esplorare tattilmente la facciata mediante la riproduzione del suddetto disegno in rilievo. Il prospetto di forma rettangolare è suddiviso in tre fasce orizzontali. Il pianterreno, presenta un rivestimento a bugnato, scandito da cinque aperture, quella centrale evidenziata da una linea di contorno di maggiore spessore, segnala l’ingresso. La seconda fascia presenta tre ordini di finestre, il cui primo ordine è caratterizzato da timpani triangolari. Infine l’ultima fascia anch’essa scandita da finestre rettangolari (cinque totali).
Solo al termine di questo ampio corridoio di ingresso si giunge al cuore delle Industrie Fluviali. Da fuori, non ci si aspetta uno spazio così ampio: non ci sono muri a dividere l’ingresso dal bistrot e dalla sala conferenze presenti al primo piano, e nulla separa marcatamente i 3 piani fra loro. La grande scala centrale, l’ascensore, il tetto a capanna sono interamente vetrati, e il sole raggiunge indisturbato il piano interrato.
Sulle pareti di questo corridoio, a destra e a sinistra, ci accoglie Cosmogonia, l’opera realizzata da Andrea Casciu per le Industrie Fluviali. Questo doppio dipinto sul muro rappresenta due animali antropomorfi, metà umani metà pesci, creature ibride pensate proprio per uno spazio ibrido. Divinità fluviali che sembrano dare vita all’intera struttura, riconciliandola con il suo elemento primigenio: l’acqua.
Ma ora, per un momento, torniamo indietro nel tempo, precisamente al 1901, quando venne acquistato il terreno per la costruzione del Lavatoio Lanario Sonnino. All’epoca l’area era praticamente deserta, priva di edifici e abitazioni, e le sole infrastrutture presenti erano la ferrovia Roma-Civitavecchia e il Ponte di Ferro, che già dal 1863 consentiva il passaggio dei treni sul fiume. Forte di queste importanti risorse per l’approvvigionamento delle merci – il fiume e la ferrovia – nel 1923 il Lavatoio Lanario inaugurò la sua attività, impiegando esclusivamente manodopera femminile. Ma di questo parleremo più avanti.
Per ascoltare il prossimo audio e saperne di più di questa storia, posizioniamoci alla fine del corridoio sulla destra, in corrispondenza del salone centrale e raggiungiamo la prossima stazione dove ci aspetta un nuovo elemento da esplorare.
GUIDE SONORE
Ideate da: Pingo
A cura di: Industrie Fluviali
Testi: Radici APS e Pingo
Voce: Cecilia Rizzo
Musiche e sound design: Gabriella Stufano
Voice recording e mixing: MOB Studios













