Appena varcata la porta delle Industrie Fluviali, si viene accolti dall’opera “Cosmogonia” di Andrea Casciu che occupa le pareti del corridoio di ingresso per oltre 6 metri in lunghezza e quasi 5 metri in altezza. Sono raffigurate, una per lato, due enormi creature ibride, con il corpo di un pesce e la testa umana. Le code sono rivolte verso l’entrata, i volti guardano all’interno degli spazi. Le figure sono disposte orizzontalmente e occupano tutta la lunghezza della superficie.
Sulla parete sinistra lo spazio disponibile è più ristretto in quanto è interrotto dalla zona riservata all’accoglienza, e dal passaggio delle tubature. Qui il pesce è di colore giallo e presenta delle fioriture sulla schiena che crescono verso l’alto fino a raggiungere il limite massimo di altezza: vicino alla coda c’è un esile gambo verde che si apre in tre escrescenze, ognuna con tre fiori rosa. Vicino al volto, invece, nasce una pianta formata da: tre foglie verdi disposte in verticale e un gambo di colore rosa dal quale crescono due foglie alla base e tre fiori sulla sommità. Anche il volto di profilo che guarda verso la prima stanza è giallo, occupa tutta l’altezza disponibile della parete ed è separato dal corpo da un elemento semicircolare.
Sulla parete destra il pesce è turchese e anche in questo caso presenta delle fioriture sulla schiena che crescono verso l’alto fino a raggiungere il limite massimo di altezza: tre foglie verdi disposte in verticale; due rami gialli da cui crescono tre foglie gialle e tre frutti rossi; un lungo gambo con piccole foglioline verdi lungo tutta la sua altezza e la cui estremità termina con due piccoli fiorellini rosa; un lungo gambo verde senza foglie da cui crescono, all’estremità, due foglie e tre fiori rosa; un ramo dritto e marrone all’estremità del quale crescono quattro foglie e un fiore verde.
Il volto di profilo che guarda verso la prima stanza è quello di un uomo con baffi e una lunga barba ed è turchese. Esso occupa tutta l’ altezza disponibile della parete ed è separato dal corpo da un elemento semicircolare che nella parte della fronte termina con una decorazione pendente davanti al volto composta da due cerchi gialli e due fiori turchesi.
Sulla piccola porzione di parete che ci troviamo davanti entrando e che delimita superiormente l’ingresso alla sala principale si trova un terzo elemento di dimensioni minori: un animale giallo che è un ibrido tra un pesce e un drago, chiamato mizuchi nella tradizione asiatica, dal quale cresce un piccolo albero con tre foglie.
La chioma dell’albero è in realtà un agnello: questo strano ibrido vegetale-animale si chiama barometz, anche detto Agnello vegetale della Tartaria, un leggendario essere dell’Asia centrale.
Sono creature ibride per uno spazio ibrido, sono creature fluviali. Sono pesci ma sono anche astri e, come tali, in costante movimento come la realtà che rappresentano.
Nelle culture di tutto il mondo, l’esistenza del nostro pianeta si deve spesso ad animali sacri. Alcuni ricorrono più di frequente (il serpente con la coda in bocca che circonda la Terra è comune ai dogon del Mali, agli shipibo dell’Amazzonia, ai vichinghi, ai fon del Benin e alle antiche interpretazioni indù). Per i teleuti dei monti Altaj, il mondo è piatto e sorretto da quattro tori blu mentre, secondo il popolo Minangkabaus dell’isola di Sumatra, la Terra poggia su un bufalo in equilibrio su un uovo a sua volta retto dal dorso di un pesce gigante.
In modo simile, anche nei miti tartari è un pesce a sorreggere il pianeta.
Sono enormi pesci anche le figure che Andrea Casciu ha immaginato e dipinto alle Industrie Fluviali. Ibridi dal volto umano che si inseriscono nel medesimo flusso immaginativo, ma da una prospettiva inversa. Non servono a cercare risposte, non sono un ausilio per capire il mondo come poteva essere per i Minangkabaus. Essi aggiungono significati nuovi, fornendo una lente iconografica per esplorare in profondità l’identità degli spazi in cui si inseriscono. Sono creature ibride per uno spazio ibrido, sono creature fluviali. Sono pesci ma sono anche astri e, come tali, in costante movimento come la realtà che rappresentano.
Nella poetica di Casciu, gli ibridi sono presenze assidue, ma è la prima volta che essi sono investiti di una simile forza primigenia, coinvolti in qualcosa senza tempo. Posizionate all’ingresso delle Industrie Fluviali, esse sembrano dare vita, come demiurghi all’alba dei tempi, a questo piccolo pianeta che gravita attorno al centro di Roma. Nella Cosmogonia di Andrea Casciu, sono loro a far nascere le Industrie Fluviali.
A queste creature ibride, che avrebbero trovato posto in più di un bestiarium medievale, se ne aggiunge una terza, che nei bestiari ha trovato posto davvero: è il Barometz, l’agnello vegetale della Tartaria, leggendario essere originario dell’Asia centrale il cui fusto, si narrava, era il cordone ombelicale di un agnello che ne costituiva la chioma. Al Barometz, Casciu aggiunge però un elemento alieno: un drago della tradizione cinese e giapponese, un mizuchi, uno spirito dell’acqua, che qui appare come la radice dell’agnello vegetale, andando a sintetizzare tutti gli elementi generativi delle Industrie Fluviali.
ANDREA CASCIU
Artista nativo di Sassari, è uno degli street-artist più originali e riconoscibili d’Italia, grazie ad immagini ibride e mutevoli, ricche di elementi naturali e di stilizzazioni derivanti dall’arte classica. Quello che è nato come autoritratto è diventato un avatar frequentemente presente nella sua opera, una sorta di ostinata autoanalisi che giornalmente lo spinge a un continuo studio, su se stesso e su tutto ciò che lo circonda.
Dimensioni
50 mq
Tecnica
Idropittura su muro
Realizzazione
settembre 2023
GUIDE SONORE
Ideate da: Pingo
A cura di: Industrie Fluviali
Testi: Radici APS e Pingo
Voce: Cecilia Rizzo
Musiche e sound design: Gabriella Stufano
Voice recording e mixing: MOB Studios







