L’opera si trova sulla parete esterna dell’edificio che si affaccia sullo spazio delle Industrie Fluviali chiamato Roof Garden, dove si trova anche la Serra Empirica.
Il murale occupa una superficie rettangolare orientata orizzontalmente, alta tre metri e larga dieci, che delimita il Roof Garden.
La composizione è formata da nove teste umane senza occhi che sono posizionate di profilo, in primo piano, e sono rivolte l’una verso l’altra in un costante dialogo. Esse sono molto simili tra loro nella forma e nel colore, grigio con sfumature pastello, ma differiscono per le dimensioni. Dalla parte superiore del capo di ogni profilo cresce un tipo diverso di pianta tra cui zucche, palme, cactus.
Al centro dell’opera sono posizionati i due volti più grandi, rivolti l’uno verso l’altro, così vicini che sembrano quasi baciarsi. Dei due, quello a sinistra guardando la parete, ha sulla sommità la pianta della palma, mentre quello a destra presenta un vegetale dalle foglie azzurre, strette e allungate verso l’alto fino a toccare l’estremità superiore dell’opera.
Procedendo dal centro verso sinistra, sono presenti altre tre teste, di dimensioni leggermente minori rispetto a quelle centrali: le prime due sono vicine tra loro, sono rivolte verso sinistra e dal loro capo crescono rispettivamente foglie corte e gialle da un lato e lunghe, verdi, dal contorno irregolare dall’altro. Il terzo profilo invece, posto all’estremità sinistra della composizione, è rivolto verso destra e dalla sua testa crescono due rami azzurri con piccole foglie che arrivano fino al confine superiore della composizione.
Se, invece dai due grandi elementi centrali, procediamo verso destra incontriamo due teste rivolte verso sinistra una sopra l’altra: una più grande alla base di cui crescono due cactus e una più piccola sopra di essa, dalla quale cresce un unico cactus ma con quattro ramificazioni.
Procedendo ancora verso destra incontriamo le ultime tre teste: la prima è rivolta verso destra, è posta su un cumulo di pietre che la alza fino a circa un terzo dell’altezza totale e da essa cresce un grande ramo con foglie piccole e verdi; anche la seconda è rivolta verso destra, è posta su un solo piccolo sasso che la eleva di pochi centimetri e da essa nascono due rami di quercia con due ghiande attaccate e delle foglie rosse dal profilo ondulato. L’ultima testa, all’estremità destra dell’opera, è di grandi dimensioni, è rivolta verso sinistra ed è semicoperta dalle grandi foglie che crescono dal suo ramo azzurro e attorcigliato.
Le figure sono ibride come lo spazio di Industrie Fluviali e simboleggiano la speranza di un cambiamento dell’ambiente che ci circonda mettendo da parte l’individualismo.
Il titolo, Teste di Rapa, ribalta il senso comune che attribuiamo a questa espressione. Come spiega l’artista, “Consideriamo testa di rapa un insulto e cuore d’oro un complimento. Dovrebbe essere il contrario: le piante sono vive, contribuiscono a ogni ecosistema, hanno un’intelligenza modulare e diffusa. L’oro è inanimato, freddo, duro.”
Quattro gigantesche figure dominano la terrazza delle Industrie Fluviali che affaccia sul Grande Gazometro di Ostiense: si tratta di The Giants, l’opera che lo street artist Geometric Bang ha realizzato nell’ambito di WIDE – art based spots.
La genesi di Teste di Rapa ricorda l’opera stessa: il frutto di un’intelligenza collettiva che l’artista abruzzese Alleg ha raccolto, sintetizzato e infine espanso in una dimensione immaginifica.
Lo spunto per l’opera nasce dal contesto: quello dello spazio ibrido delle Industrie Fluviali, quello della Serra Empirica le cui piante rare si arrampicano ai margini dell’opera, e quello di un territorio fortemente urbanizzato che per guardare al futuro deve prima guardarsi negli occhi, comunicando con gli altri membri della comunità.
“Consideriamo testa di rapa un insulto e cuore d’oro un complimento. Dovrebbe essere il contrario: le
piante sono vive, contribuiscono a ogni ecosistema, hanno un’intelligenza modulare e diffusa. L’oro è inanimato, freddo, duro”.
Ed ecco che le Teste di Alleg si guardano e si parlano, strette una all’altra. È per via di questa convivenza che da esse germinano le piante più diverse, ibride anche loro: zucche, palme, cactus. Dalla sede di un’intelligenza individuale, attraverso un percorso collettivo, nasce così un’intelligenza collettiva.
Ma queste chimere metà umane e metà vegetali sono anche la rappresentazione di una trasformazione. Una metamorfosi che riconduce alla possibilità di superare l’arroganza antropocentrica e i suoi egoismi per avviare una trasformazione dell’habitat urbano guardando agli esempi che la natura ci offre. Un futuro a cui non smettere di guardare.
Forse, allora, Teste di Rapa sarà per tutti un complimento.
ALLEG
Andrea Parente in arte Alleg è fra i più rispettati street- artist italiani. I suoi di- pinti sono stati realizzati nell’ambito di festival di street-art e di interventi estemporanei in tutta Italia. Ha fatto il giro del mondo la sua opera realizzata nel bor- go marsicano di Aielli: un libro (Fontamara di Ignazio Silone) interamente trascrit- to su una parete di 100 mq ai piedi di una torre medievale affacciata sul Fucino.
Dimensioni
34,20 mq
Tecnica
Idropittura su muro
Realizzazione
luglio 2022
GUIDE SONORE
Ideate da: Pingo
A cura di: Industrie Fluviali
Testi: Radici APS e Pingo
Voce: Cecilia Rizzo
Musiche e sound design: Gabriella Stufano
Voice recording e mixing: MOB Studios







