“Branches” è l’opera realizzata dall’artista inglese Eloise Gillow fra la “Serra Empirica” di Zaelia Bishop e le “Teste di Rapa” di Alleg.
L’opera è realizzata all’angolo tra due pareti perpendicolari e occupa una superficie rettangolare disposta in orizzontale di 38 mq.
La composizione presenta una fila di 8 persone, sia uomini che donne, di diverso colore di pelle. Esse sono disposte una dietro l’altra e sono posizionate di profilo, mostrando il proprio lato destro del corpo. Le figure sono poste nella parte alta dell’opera e di ognuna riusciamo a vedere la porzione del corpo che va dal collo alla parte alta del busto, compreso il braccio destro, elemento focale della composizione.
I corpi si intrecciano tra loro in quanto ogni avambraccio è proteso fino a sorreggere il gomito della persona davanti. Tra un corpo e l’altro si percepisce la sagoma di un groviglio di rami: quando i rami passano dietro ai corpi, ecco che appaiono le chiome verdi di tanti pini marittimi, vegetazione simbolo della città di Roma, che si stagliano su un cielo celeste.
Solo attraverso questi corpi che collaborano, che si affidano gli uni agli altri, è quindi possibile percepire la realtà tangibile in maniera chiara. Il senso ultimo dell’opera risiede nella mutua collaborazione fra membri di una comunità che diventa ecosistema, ispirandosi all’ecosistema naturale.
Eloise Gillow ha scelto i rami per riflettere sul ruolo che fiducia e cooperazione rivestono in un ecosistema. Rami che appaiono come criptati.
La volta di qualsiasi foresta impedisce di visualizzare a quale albero appartengano i singoli rami, anche quando sono spogli del loro fogliame. Come ordito e trama di un fitto tessuto, si conformano in qualcosa di nuovo, di coeso, dando vita a un ecosistema aereo popolato da moltissime specie.
Eloise Gillow ha scelto i rami per riflettere sul ruolo che fiducia e cooperazione rivestono in un ecosistema. In particolare, i rami di quei pini marittimi che identificano Roma al pari delle vestigia imperiali e delle facciate barocche. Rami che appaiono come criptati. Celati da un velo di Māyā che li riduce a poco più di un pattern, diventano nitidi solo grazie a una lente particolare: le persone. L’opera ne mostra otto ma potrebbero essere migliaia, uomini e donne da ogni angolo del globo. La loro silhouette si apre come un portale sul cielo romano popolato di pini, strappando via il velo di Māyā in un modo non distante da quello descritto da Schopenhauer: attraverso arte, pietà e ascesi.
Ciò che accade in Branches è che, al di sopra di queste tre vie, ne emerge una più evidente. Si tratta della comunità, la stessa che per Fritz Perls e Paul Goodman è l’unica forma di associazione tra individui che ne può supportare la crescita. I membri di questa comunità si affidano gli uni agli altri, le braccia si legano come i rami nella volta della foresta, affidandosi alle spalle della persona più prossima in una catena potenzialmente infinita.
Con la realizzazione di Branches, la Terrazza Jorge Andre Tica Ramos raggiunge la sua maturità. Gillow ha voluto studiare questo insolito laboratorio a cielo aperto per costruire un dialogo organico con gli elementi che la compongono: il risultato è uno spazio in cui le Teste di Rapa di Alleg, la Serra Empirica di Zaelia Bishop e i Rami di Eloise Gillow sono un unicum, nel quale le individualità e la collettività concorrono alla creazione di un senso. Un insieme, ripetiamo, coeso. Come un ecosistema.
ELOISE GILLOW
Artista inglese, combina un realismo pittorico di eccelso livello tecnico con la capacità di realizzare opere pubbliche di grandi dimensioni creando connessioni tra l’opera d’arte e la comunità che la ospita. Nonostante una cifra stilistica subito riconoscibile, una profondità rara nell’indagare i possibili legami fra immagine e contesto e un’abile padronanza del gesto pittorico, i suoi primi lavori su grandi superfici risalgono solo al 2021. Vive e lavora a Barcellona.
Dimensioni
38,40 mq
Tecnica
Idropittura su muro
Realizzazione
settembre 2023
GUIDE SONORE
Ideate da: Pingo
A cura di: Industrie Fluviali
Testi: Radici APS e Pingo
Voce: Cecilia Rizzo
Musiche e sound design: Gabriella Stufano
Voice recording e mixing: MOB Studios







